L’agente K è un blade runner della polizia di Los Angeles, nell’anno 2049. Sono passati trent’anni da quando Deckart faceva il suo lavoro. I replicanti della Tyrell sono stati messi fuori legge, ma poi è arrivato Niander Wallace e ha convinto il mondo con nuovi “lavori in pelle”: perfetti, senza limiti di longevità e soprattutto obbedienti.

Christianson, R. Beveridge, C. W. Otto anni dopo, e dopo aver radicalmente cambiato vita, sopravvive ad un attentato e capisce che qualcuno, dal suo passato, lo vuole morto e non si fermerà davanti a nulla. L’unica possibilità per Jim è trovare quel qualcuno prima, batterlo sul tempo.Walter Mitty (Stiller) è un moderno sognatore, un comune editor fotografico di un magazine che compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Ma quando Mitty e la sua collega, della quale è segretamente innamorato (Kristen Wiig), rischiano di perdere il lavoro, Walter è costretto a compiere l’inimmaginabile: passare veramente all’azione partendo per un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.Los Angeles, 1949.

One person saw one man chasing another, so different accounts. It was dark, it was raining. The other thing you have is a 911 recording that recorded the screams outside. Atterrati a Mosca con la prospettiva di vendere un’innovativa applicazione per telefoni cellulari a dei magnati russi, i due giovani programmatori Sean e Ben scoprono che un collega svedese si è appropriato dell’idea e ha concluso l’affare prima di loro. Per consolarsi, decidono di passare la serata in uno dei locali più glamour della capitale, dove stringono amicizia con due turiste americane. Fra una vodka e l’altra, all’improvviso la città viene paralizzata da un gigantesco black out e dal cielo cominciano a scendere degli strani fasci di luce.

Non parliamo poi dell’esperienza del bungee jumping che è stata una mia idea, a volte riesco ad essere il peggior nemico di me stesso. In piedi sul ponte pensavo a cosa avrei detto a Gesù. Questi i numerosi sì del set, nella vita credo di essermi maggiormente sbilanciato, ho detto 750.000 sì e credo soltanto cinque no.

Qui si innesca una dinamica che differenzia il film dai precedenti. Se prima la detection si fondeva con l’azione, qui la dinamica è quella della fuga costante da pericoli incombenti cercando di impedire un evento catastrofico. Tom Hanks ha da sempre nello sguardo e nelle espressioni del volto un fondo di paura misto alla volontà per neutralizzarla.