Inserita in un mixer abilmente shakerato di filosofia orientale e arti marziali, di mitologia e di science fiction in cui il percorso che condurrà ‘oltre lo specchio’ vede in Neo (vistoso anagramma di One) la neo Alice travestita da Ulisse. Chi non ama gli effetti speciali ne trova troppi in questo film. Cinema patchwork quello dei Wachowski? Forse.

Lavorando per l’acclamata Steppenfold Theatre Company sarà al centro di diverse produzioni di successo da Killer Joe (1993) a A Man from Nebraska (2003) fino a Bug (2003) da cui William Friedkin trae un film nel 2006. La carriera di Mike Shannon ha d’altra parte trovato le fondamenta come caratterista in diverse pellicole hollywoodiane. Nel 1996 appare in Reazione a catena per poi essere in Hellcab (1997), interpretare uno psicopatico in Jesus’s son (1999) e un ex sergente del Vietnam in Tigerland (2000).

Per questa seconda edizione è stato apportato qualche miglioramento all’area, facendo tesoro dell’esperienza fatta nel 2017, quando la rassegna ha ospitato oltre 90.000 persone in 7 serate, e della programmazione di quest’anno, mantenendo però sostanzialmente invariato l’allestimento già sperimentato con successo. “La prima edizione del Milano Summer Festival è stata estremamente positiva sotto ogni punto di vista, il pubblico ha risposto con entusiasmo ad un festival che porta la musica in città, in una zona facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, e con una proposta musicale diversificata, che andava dal reggaeton di Daddy Yankee, all’elettronica dei Chainsmokers fino al rock dei Kings of Leon. Non ci sono mai state criticità nemmeno sui concerti di massima affluenza come i Red Hot Chili Peppers, sold out con 36.000 persone.

In un poverissimo villaggio di pescatori sulla costa del Golfo del Messico il piccolo Coyotito, viene punto da uno scorpione. Kino e Juana, i suoi genitori, sanno bene che potrebbe morire e decidono di portarlo in città dal dottore, un francese che rifiuta di curare il bambino perché Kino ha da offrirgli solo qualche scura perlina . Figuriamoci la morte, aggiungerei.

L’anno successivo riuscì a rimediare un’altra porticina; ma più che una carriera quella di Hoffman sembrava una lotta per la sopravvivenza. Nel frattempo ebbe il coraggio di mettersi in gioco fino in fondo iscrivendosi all’Actor’s Studio di Lee Strasberg per imparare il suo celebre Metodo. A partire dal 1964 inizia a comparire nel cast di produzione teatrali del calibro di “Aspettando Godot” e due anni più tardi vincerà un premio come miglior attore per la sua interpretazione ne “Il viaggio del quinto cavallo”.Il 1967 è il suo anno magico: debutta davanti alla macchina da presa con un’apparizioni in un film per la televisione: The Tiger makes out e riesce a ottenere la parte a teatro nella commedia Eh?, acclamata sia dal pubblico che dalla critica.