Times, Sunday Times (2012)You can persuade and inspire the people you care about to make positive plans. The Sun (2013)Look again at major plans tonight. The Sun (2015)The Government plans to give free financial advice to all. The Sun (2012)Suppose that you keep a reservoir of cash that is steadily drawn down to pay bills. Charles A. D Stewart D.

Dustin Hoffman è il geniale autistico in Rain Man; Marlon Brando dovette abbruttirsi da giovane (Fronte del porto) e da maturo (Il padrino) per ottenere le statuette; Robert De Niro si attenne a una dieta che quasi lo uccideva in Toro scatenato; Al Pacino era cieco in Profumo di donna; Jack Nicholson si finse matto in Qualcuno volò. Per finire il gigante John Wayne, costretto, ormai anziano, a una benda sull’occhio per il suo unico Oscar riparatore nel Grinta. Per le donne il fenomeno è minore.

Top Gun riscosse il successo mondiale e lanciò la carriera del giovanissimo Tom Cruise, che nel 1986 aveva solo qualche film alle spalle. Ma Tom Cruise avrebbe avuto lo stesso successo senza Top Gun? E soprattutto Top Gun avrebbe avuto lo stesso successo senza Tom Cruise? Il connubio indissolubile sembra essere stato il segreto di un film diventato cult per intere generazioni.In effetti, per il secondo capitolo numerosi attori erano stati considerati per il ruolo di Maverick prima di ritornare alla prima scelta: Patrick Swayze,Emilio Estevez,Nicolas Cage,John Cusack,Matthew Broderick,Matthew Modine,Sean Penn,Michael J. La lista forse raccoglie più nomi di quelli che effettivamente erano stati consultati, ma sicuramente raggruppa una generazione di attori dalla lunga carriera.

Per farlo, ha chiesto la collaborazione dei fotografi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin. “Costruiscono una foto con cura maniacale, mettendo sempre al centro il soggetto”. “Quello che mi piace della piattaforma di Tumblr è che non è solo visiva ma da il senso di community.

Communal virus spreads in Agra Jain. 10. Communal riots in Meerut Singh. Il 1984, e Michael Jackson è il re anche in Waihau Bay, Nuova Zelanda. Siamo di fronte ad un ragazzo, di 11 anni che vive in una fattoria con la nonna, una capra, e suo fratello minore, Rocky (che si crede abbia poteri magici). Poco dopo la partenza per una settimana della nonna, il padre del ragazzo, Alamein, appare di punto in bianco.

Kong non è più protagonista e non è più muto, mentre lo è Fon, impossibile oggetto d’amore e strumento di redenzione; Joe si chiama ancora Joe ma è tutt’altro, un killer straniero (nel senso di non thailandese) in cerca dell’ultimo colpo, cliché consunto della luce in fondo a un tunnel che pare non finire mai. Un tocco di crepuscolo noir e un rimescolamento delle carte che tengono viva l’attenzione e conferiscono un senso all’operazione, anche perché Cage curiosamente protagonista quest’anno di un altro falso remake, il geniale Cattivo tenente herzoghiano è perfetto per la parte di (anti )Castor Troy, nemesi di un’icona da lui stesso plasmata. Ma lo stucchevole ancorarsi frame per frame all’originale la sparatoria fra i boccioni d’acqua, il ring finisce per annegare il potenziale effetto amarcord in un malinconico immobilismo creativo.