Ma questo non le consente di emanciparsi dallo Stato di cittadina illegale, ospite indesiderata in un paese che vorrebbe sentire suo. Decide quindi di andare avanti e, mettendosi in gioco ancora una volta, riesce ad ottenere un lavoro come domestica nella casa di una vedova borghese. Cibo, vestiti e permesso di soggiorno Samia adesso è in grado di provvedere a se stessa in tutto e per tutto.

Lavori in corso, e non per via di qualche ritocco estetico, ma perché questa attrice, dall’alto della sua età cronologica, è una fucina di continuo lavoro. Un’attrice che sfrutta il linguaggio della recitazione per arrivare al cuore degli spettatori e, a volte, far riflettere sui problemi dell’anima.Figlia del medico ufficiale del Theatre Royal, fu proprio questo legame fra il medico e la compagnia teatrale a spingere la Dench (e suo fratello Jeffery) nello studio della recitazione presso la Central School (con Vanessa Redgrave come compagna di classe), facendo una lunghissima gavetta come attrice teatrale, a cominciare dal suo debutto nel ruolo della Vergine Maria nella Old Vic Company di Liverpool, seguito poi da un’altrettanto memorabile Ofelia in un “Amleto” del 1957, che le fece vincere numerosi riconoscimenti internazionali. Indimenticabile la sua Giulietta diretta dal nostro Franco Zeffirelli, ma non si può non citare anche le sue Titania, Lady Macbeth e un centinaio di altri ruoli che ha portato sul palcoscenico in numerose stagioni con la Royal Shakespeare Company, viaggiando fra Stratford e Londra, fra l’Australia e il Giappone, e ricevendo ben sei ambitissimi Olivier Award per: “Macbeth” (1977), “Giunone e il pavone” (1980), “Tessuto di menzogne” (1984), “Antonio e Cleopatra” (1987), “Absolute Hell” (1996) e infine “A Little Night Music” (1996).Il primo contatto con l’obiettivo avviene per il piccolo schermo nel film tv Hilda Lessways (1959), ma il teatro è ancora considerato la sua prima casa e così torna sul palco, a ballare e cantare, nel ruolo di Sally Bowles nel musical “Cabaret”, senza dimenticare “Cats” che però ha dovuto abbandonare.

Insomma, al di là delle solite raccomandazioni, ovvero non tentare scorciatoie perché il danno potrebbe essere superiore al beneficio, ignorare mail sospette e usare soltanto siti e canali ufficiali per comunicare con Netflix, potrebbe meritare un attimo il controllo di quante sono le sessioni aperte in un determinato momento. Se il conto non torna, potreste essere in compagnia sgradita di un intruso scroccone. (fonte).