Le sue performances raggiungono i risultati sperati e viene ammesso. Così, negli anni a venire, affronterà Brecht, Pirandello, Feydeau, Shakespeare, Dostojevski, ma soprattutto il musical trasgressivo “The Rocky Horror Picture Show”.Il Bisio sconosciuto degli esordi teatraliLa sua attività teatrale proseguirà con “Amor giovane, amor vecchio”, “Antigone” di Sofocle, “La mosca”, poi entra nel Teatro dell’Elfo a opera del regista Gabriele Salvatores (che lo aveva notato in una replica del “Rocky Horror”) che gli affiderà anche una parte nel cinematografico Sogno di una notte d’estate (1983) da lui diretta, con la partecipazione di Flavio Bucci, Erika Blanc, Luca Barbareschi, Alessandro Haber e la cantante Gianna Nannini. Dal loro sodalizio artistico nasce una profonda amicizia che li condurrà a lavorare gomito a gomito sul palcoscenico ne “Nemico di classe”, “Amanti”, “Comedians”, “Ubu re” e “Cid”, ma che lo indurrà a spingersi nei primi approcci alla macchina da presa con i cortometraggi “Film Fetore”, “Beneath the death” e “Incubi catodici”.

Questi temi si fondono poi con altri aspetti della sua vita come la difficoltà di coniugare i doveri di padre e marito con le interminabili tournè che lo sottoponevano ad una vita sfrenata fatta di vizi e abuso di droghe. Viene poi rappresentato nel film l’ aspetto storico e sociale di quel tempo negli USA dove le persone di colore lottavano contro l’ apharteid e per l’ affermazione dei propri diritti, in questo senso viene ricordato l’ impegno di Ray che si rifiutò di suonare nei luoghi razzisti e per questo gli venne proibito di mettere piede in Georgia salvo poi il ripensamento da parte del governo dello Stato stesso nel 1974, quando il celebre brano di Ray Charles “Georgia in my mind” divenne un vero e proprio inno. Fatta luce sulla trama e l’ evoluzione del film c’ è da dire che molte parti rimangono inaccessibili emotivamente proprio a causa delle scelte non proprio azzeccate del regista, infatti come detto l’ uso eccessivo di flashback, la presenza di troppe scene di breve durata e la velocità con cui si sviluppano gli eventi lasciano spiazzato lo spettatore e non premiano la scorribilità del film che a tratti risulta addirittura noioso.

E tutto, come prevedibile, è al posto giusto: il thrilling è emozionante, la storia ben spiegata e perfetta nei riferimenti e nella ricostruzione storica, i personaggi ben delineati. Spielberg realizza una pellicola senza sbavature, solida, capace di magnificare l’eroismo americano senza sminuire la dignità degli antagonisti, i sovietici. Tutti hanno, o meglio, avevano, le proprie ragioni, a prescindere dal sistema economico e politico per cui si patteggiava..