Sembra che laddove ci siano cappelli da indossare e pistole da impugnare, ci sia spazio, mai troppo, per James Russo. Che si tratti del lontano e polveroso West o nelle corrotte “City” proibizioniste dei gangster, poco cambia. E non a caso Micheal Mann lo ingaggia nel suo Nemico Pubblico (2009) mentre Quentin Tarantino lo invita a bordo del suo Django Unchained (2012) in cui il nostro James interpreta il brano musicale “Winged”.La televisione: il vizio di MiamiAnche in televisione Russo vive di apparizioni.

Ma non è questo il caso di Ultimo tango a Parigi, il film che Bertolucci girò a 31 anni, nel 1972, e che ora torna in sala, forte di un superbo restauro visivo e sonoro, finalmente in lingua originale, a ricordare la sua straordinaria bellezza e a dimostrare la sua immutata potenza.Film di contraddizioni assolute e provocanti, insieme emblema di una stagione ma anche opera senza tempo, che racconta di due sconosciuti dall’ineguagliabile intimità, mortifero e appassionato, giovane e nostalgico, coraggioso e spavaldo, condannato e osannato, è il film in cui Marlon Brando e Maria Schneider si sono messi a nudo ben oltre la lettera e dal quale sono usciti riscritti per sempre. Non c’è più stato, dopo, un altro film come questo, un altro sax che suonasse la stessa musica, un altro appartamento che avesse la stessa luce.Una volta ho detto questo, perché volevo essere sincero, come sono spesso, e ammettere questa mia debolezza. I film che sono andati meno bene, forse, sono molto amati da me, ma tenuti un pochino a distanza, perché mi ricordano delle ansie, delle malinconie, delle infelicità.

4. Towards a holistic value framework for training in human rights Desai. 5. Chiedono aiuto a un bizzarro delinquente che spiega in che modo concretizzare il colpo.I pensionati, uniti come non mai, si rendono protagonisti di un’operazione studiata nei minimi dettagli. Con una strategia acuta, mettono in piedi degli alibi di ferro per non essere accusati e processati in caso di indagini. Un piano perfetto se non ci fossero degli imprevisti all’orizzonte.Dietro la macchina da presa di questa godibile commedia c’è Zach Braff, famoso ai più per esser stato il protagonista di Scrubs Medici ai primi ferri nei panni di John Dorian.Alla sua terza prova cinematografica guida un super cast in un film che riflette ironicamente sulla terza età, non disdegnando stoccate critiche nei confronti della società americana dominata dal consumismo e dal capitalismo.Remake dell’altrettanto delizioso Vivere alla grande (1979) di Martin Brest, l’opera di Braff su sceneggiatura di Theodore Melfi (St.