Pulp magazine. Pictorial wrappers [about 6.75″ x 9.75″], last numbered page is 320 [first numbered page is 161] plus ads, illustrated. Reading copy [rear cover missing and replaced with a sheet of blue paper, spine torn with chipping to both ends and the center, publication year to the front cover which is creased and worn with the edges mis trimmed, cheap paper tanned as usual].

Roma, 15 giu. (AdnKronos) La Corte dei Conti chiude il caso derivati dichiarando che i contratti stipulati dal ministero dell’Economia e delle Finanze erano legittimi e le scelte compiute dai dirigenti del Mef “giustificabili”. E’ quanto si legge nella sentenza che chiude la vicenda che vedeva ‘sul banco degli imputati’ gli ex ministri dell Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli, l’allora direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via e l’ex responsabile del debito pubblico per il Mef Maria Cannata ,e Morgan Stanley, difesa quest’ultima tra gli altri dall’avvocato Antonio Catrical ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex presidente dell’Antitrust..

The ethical principles on which international human rights standards are based recognize that all children are the valuable members of the society and that protection of their dignity and realization of their survival and development needs are intrinsic to sustainable development. Children should be enabled to exercise their rights and the opportunities available to them should be prolonged so that work becomes a choice not a necessity. Work can have a major impact on children right to survival and development.

Il suo ruolo fu quello della donna che avrebbe dovuto tenere “occupato in un letto” il pistolero Billy the Kid. Un personaggio perfetto per una ragazza dallo sguardo sessualmente fulminante e dal temperamento rovente. Non passò inosservata. Quanta è diffusa questo tipo di truffa? Difficile avere dei numeri specifici al riguardo, ma almeno ci sono delle inchieste italiane che hanno aperto una finestra sul fenomeno. Si è partiti prima con un blitz della Guardia di Finanza di Torino, nell’aprile 2015, operazione battezzata Nigerian Drops: 20 indagati e una decina di arresti tra Piemonte, Veneto, Lombardia, Campania. In pratica gli investigatori avevano individuato in Italia, e in particolare a Torino, la coda di un’organizzazione criminale, con una forte componente nigeriana, specializzata in truffe online, a partire da quelle ai danni di aziende, avvenute proprio attraverso la compromissione delle email e il dirottamento dei pagamenti.